"fin da quando ero adolescente, strimpellavo la chitarra e (cosa meno usuale) sentivo anche la necessità di creare delle canzoni, per tentare di esprimere quello che sentivo dentro di me…Era la fine degli anni '60… Potrei, dunque, veramente intitolare questa raccolta “cantautorale” come: "50 anni nel cassetto"! C'è da dire che, in realtà, un tentativo di farla conoscere l'avevo anche fatto… Nel 1980, avevo scritto ad una editrice torinese per "sondare la disponibilità nei riguardi di una valorizzazione delle composizioni di cui sono autore", motivando la mia richiesta con "la presenza di un contenuto letterale con una sua validità intrinseca…, un'attenzione a temi importanti per l'uomo…, alle domande che salgono dalla sua esistenza, ai moti del suo intimo", e definendo la parte melodica come "relativamente semplice, ma mai banale…". Naturalmente il rifiuto, a priori, da parte dell'editrice di procedere ad un ascolto dei brani, ha comportato la mia disillusione nei confronti del "sistema", nonchè la percezione di una netta alterità di fondo… Ma quel che è stato è stato. Ed oggi, di fronte al profluvio di sedicenti composizioni musicali, è ben verosimile che anche le mie abbiano diritto ad un loro pur piccolo posto… Per cui, mentre intuisco sempre più corta la strada ancora da compiere, ho deciso di pubblicare in autonomia la mia piccola raccolta. Un'avvertenza per l'ascoltatore: a chi è abituato a sentite la musica come “sottofondo”, consiglio decisamente di lasciar perdere… Le mie canzoni possono piacere o non piacere, ma certamente per esprimere in merito un giudizio pretendono un vero ascolto, un tempo dedicato, un piccolo momento di concentrazione da ritagliarsi in questa nostra vita frenetica. Ringrazio l'amico Marco per aver contribuito all'arrangiamento di diversi miei brani, e preciso (nel caso servisse) che la voce cantante è sempre la mia… Buon ascolto! "
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---> ELENCO BRANI MUSICALI <--- © Avvertenza: tutti i miei brani sono protetti ai sensi della legge sul diritto d'autore. Si specifica, peraltro, che gli stessi non sono soggetti alla S.I.A.E. per l'esecuzione degli stessi in qualunque forma, fatta salva ovviamente la citazione della paternità delle opere.
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Espressione di quella fase in cui si scopre personalmente la dimensione drammatica dell'esistenza e la forza degli ideali: "Vien la sera...ed il pianto di un uomo. Tutto quello che ho è un grido nel buio."
Ma poi, anche, l'impegno dell'uomo affinchè "la pace sia un frutto tra i denti"...
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2) Il cantico dei cantici (1969) Nella versione originale è per voce e chitarra, ma qui la presento con un "vestito" diverso, un coro
tipo monacale, che gli dà un effetto medievaleggiante... Il brano - il cui testo è tratto interamente
dall'omonimo libro Biblico - si sviluppa tramite il contraltare di 2 voci, la femminile
(che impersona la sposa-Israele), e la maschile (che impersona l'amato, cioè Dio).
Nelle strofe 8, 9 e 10 le voci si uniscono, cantando insieme le due diverse melodie.
L'unica variazione al testo originale sta nell'ultima strofa, dove ho sostituito la parola "come" con
la parola "più"! Ma qui ho scoperto di avere la "approvazione" nientemeno che di Papa Francesco
che nel 2015 ha infatti affermato: "L'amore è più forte della morte...." Questa è anche la mia speranza!
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Brano caratterizzato dalla particolarità che la melodia è eseguita da....un fischio!
Il risultato complessivo penso si potrebbe definire (certo immodestamente) di ambientazione "Morriconiana".
Al tema principale, ripetuto, si contrappone la variazione delle battute da 9 a 16, che inizia con un glissato particolare
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4) Conobbi, un tempo, una ragazza (1971) Solo voce, chitarra e semplicità, per la canzone che avevo dedicato
alla mia ragazza: quella che poi sarebbe diventata mia moglie...
I primi sentimenti, le prime emozioni. Ed insieme, la speranza
e l'impegno di una promessa...
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Brano brevissimo - in lingua bengali - la cui traduzione è pressapoco:
"Solitario, io mirando sto l'anima mia...".
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A mio giudizio, la mia canzone più profonda... Voce, e chitarra quasi ipnotica:
un modo scabro, essenziale, per cercare di esprimere l'indicibile... :
l'essenza della persona umana, il nostro io più autentico, più intimo.
Che ha un valore oltre noi stessi: perché l'amore - anche quello proveniente
da Dio - ha bisogno di un altro per esprimersi, una creatura da amare...
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Ci facciamo domande sulla vita, sulle esperienze fondamentali dell'uomo,
oppure conduciamo la nostra esistenza senza conoscerci veramente nell'intimo?
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Brano con testo scioccante che ha per tematica l'ambiente ormai
irrimediabilmente inquinato dalle azioni dell'uomo, che con i composti
chimici avvelena l'aria e l'acqua, in una folle corsa destinata all'autodistruzione...
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Una riflessione sincera sulla propria interiorità,
sulla necessità ricorrente di andare a fondo di noi
stessi. Ed accorgersi così della nostra povertà,
e dell'esigenza di rinascere ancora...
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10) Quanto torna l'estate (1977) Con la bella stagione ritorna anche la nostra gioia di vivere, e riscopriamo,
assaporando il rigoglio della natura, la vitalità e la pace dell'anima...
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11) Un cielo chiaro e puro (1978) Dopo una lunga e fredda attesa, l'arrivo della bella stagione
fa riassaporare pienamente il gusto della vita, dona serenità
come un cielo chiaro e puro, e ci fa sentire liberi...
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12) E invece, un giorno, all'improvviso (1978) Anche se non vorremmo parlare della morte, anche se vorremmo esorcizzarla, prima o dopo ci dovremo tutti fare i conti.
Questa canzone è dedicata a tutti quei giovani che ci hanno lasciato nel fiore degli anni, quando lottavano, e speravano in un domani migliore...
Per non dimenticarci di loro.
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Una canzone per i bambini: da cantare in coro, seduti davanti al falò!
Solo voce, oppure con tamburo e flauto come accompagnamento.
Una specie di sogno, nell'Africa misteriosa; dove i pellicani hanno un
sorriso strano, ed il fiume, lento e pigro, pare un serpente sinuoso
che attraversa la radura...
Anche i segni sulle pietre sembra che ti guardino, da un angolo del tempo...
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Gli interrogativi che nascono nei periodi di crisi, in quei forse inevitabili momenti della vita di coppia in cui tutto pare delusione e sconforto.
E ci sostiene solo una domanda, a cui tutti e due dobbiamo rispondere
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15) Oggi, giorno d'aprile (1979) Quando, nella vita, arriva il tempo della crisi, dell'incomprensione,
tutto si svuota di senso. Il dolore e la solitudine possono essere così
forti che non si sa quello che avverrà....
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La fatica di vivere; giorno dopo giorno, occorre farsi forza,
affrontare le difficoltà... Mentre grande è la distanza tra
quello a cui tendi, e la cruda realtà...
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Dopo una lunghissima parentesi di decenni, mi viene l'ispirazione di comporre una canzone in
onore del luogo di nascita di mia madre, una frazione montana di un comune della Carnia: Pesariis.
Dove io ho passato ogni estate della mia infanzia ed adolescenza, ed a cui sono pertanto legato da un
rapporto affettivo indelebile. Un vero "luogo del cuore", che d'altronde è il nostro organo più "interno"
e quello che giudica meglio le cose.
Il brano è stato pensato come un ideale contraltare tra la voce di chi rimane a vivere nel "suo paese"
e chi invece va via, "lascia queste valli", ed i sentimenti che prova, fino alla strofa finale, in cui
vi è l'affermazione, pacificata, delle proprie radici.
Parole che ho composto nella speranza che chi le ascolta vi si possa identificare, e sentirvi valorizzato
il senso di appartenenza, l'orgoglio delle proprie radici, la serenità e la bellezza delle cose autentiche.
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Questa canzone è dedicata ad ognuno di noi, perché tutti, prima o dopo, ci siamo
trovati sperduti, stanchi, in questo cammino anche duro che è la nostra vita....
Certo, è solo una canzone... Ma vuole ricordarci, proprio quando vediamo solo il buio
intorno a noi, che un'altra alba è possibile!
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