2) Il cantico dei cantici (1969)

I: Dimmi dove, amore mio, tu riposi nel meriggio affinchè non sia errabonda con le greggi dei tuoi compagni.
D: io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle e le cerve del campo: non svegliate il mio amore fino a che non piaccia a lui...
I: Cercai l'amato del mio cuore. Dietro ai suoi passi corsi invano. L'anima mia è venuta meno perchè era partito.
D: Colomba mia, dal cavo della rupe rivelami il tuo volto ! Fa ch'io ascolti la tua voce, perchè leggiadro è il tuo viso.
Quanto sei bella, amica mia; gli occhi tuoi come di colombi. Greggi d'agnelli i tuoi capelli sulle pendici di Galaad.
Purpureo nastro le tue labbra e le tue guance dentro il velo, torre di Davide è il tuo collo edificata per fortezza.
I: Dormo ma il mio cuore veglia; sento l'amato mio bussare; eccolo, è qui, dietro la cinta: "Aprimi, sorella mia!".
Mi son tratta la tunica e dovrei dunque rimetterla! Mi son lavata i piedi, perchè dovrei sporcarli ?
D: io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle e le cerve del campo: non svegliate il mio amore fino a che non piaccia a lui...
I: Come un sigillo sopra il cuore io sarò del mio diletto! Salirò dal deserto appoggiata al mio Diletto.
D: Forte è l'amore, forte più della morte. Le grandi acque non saprebbero annegarlo…
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